I traguardi della società moderna

La nostra società moderna misura il successo in termini di denaro.

Infatti, sin da bambini ci insegna che i traguardi da raggiugnere ssolutamente per essere qualcuno sono la ricchezza materiale e il potere sociale.

Se per questo, ci dice anche che per essere felici dobbiamo avere, possedere e acquistare di più.

Ma queste sono solo delle invenzioni di un marketing poco onesto. Certo, nella nostra economia i soldi sono importanti ma sono solo una delle variabili che puoi prendere in considerazione come metro di misura.

Come disse qualcuno, “il denaro è uno ottimo servo e un pessimo padrone”... dunque perché non prendi in considerazione anche tutte le altre aree della tua vita come le tue relazioni famigliari e sociali, la tua salute e vitalità, la tua crescita personale e lo sviluppo della tua leadership, i passi che hai compiuto nella tua esistenza e il contributo che dai al mondo ad esempio?

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Non cambierai mai la tua vita finché non cambi qualcosa che fai tutti i giorni

Questo lo ha detto MIke Murdock ed è proprio così!

Come sappiamo, se continui a fare le stesse cose tutti i giorni... non puoi aspettarti dei risultati diversi.

Tradotto in altre parole, questo significa che devi cambiare le tue abitudini.

Il segreto è proprio questo, e siccome la nostra condotta abituale è pilastro fondamentale del nostro destino è necessario liberarti delle abitudini controproducenti e depotenzianti e installarne di nuove.

Certo, cambiare non è facile e implica uno sforzo ma è davvero vitale se non vuoi vivere lo stesso anno, anno dopo anno fino alla fine dei tuoi giorni.

Se ci pensi, ci sono delle cose che fai tutti i giorni che non sono esattamente in linea con ciò che veramente vuoi fare e essere nella tua vita. Magari si tratta di abitudini che hai acquisito accidentalmente. Delle cose che fai automaticamente, senza pensarci, ma che non ti supportano verso i tuoi obiettivi.

Cerca dunque di identificare tutte queste attività che devi smettere di fare, o che puoi delegare, o magari automatizzare con l’aiuto della tecnologia e concentrati solo su ciò che è per te importante e significativo.

Do-and-dont


Ciò che fai ripetutamente diventa il tuo Destino

Oggi tutto ci spinge verso il conformismo...

Se ci pensi... sin da bambini siamo condizionati a fare ciò che ci viene detto. A seguire gli ordini. Non c’è spazio per ciò che realmente siamo. Dobbiamo essere come tutti gli altri per essere accettati...

Ma se oggi aspettiamo che qualcuno ci dica cosa fare, o aspettiamo che qualcuno ci scelga non realizzeremo mai ciò per cui siamo venuti al mondo.

Al contrario, coloro che hanno realizzato grandi imprese non si sono lasciati ipnotizzare e limitare dalle suggestioni della società su cosa è normale, accettabile e possibile.

E non è perché sono fatti di un materiale diverso dal tuo o dal mio... o un talento naturale... ma perché hanno installato delle ottime abitudini quotidiane.

Infatti, il successo non dipende dal tuo DNA ma è un eredità che crei,  attraverso ciò che fai tutti i giorni.

In fondo, come diceva Aristotele, “noi siamo quel che facciamo ripetutamente, perciò l’eccellenza non è un’azione ma un’abitudine.”

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Successo


Non corrompere l'originario stato di purezza dei bambini

Oggi sappiamo che la fonte dei nostri condizionamenti si trova la sua origine nella famiglia e nella società (che è poi la famiglia della famiglia).

Nella maggior parte dei casi, l’origine dei problemi riporta al periodo prenatale e ai primi anni di vita.

Il problema di fondo è che veniamo al mondo attraverso persone che non sanno perché sono al mondo (ma che impongono il loro mondo su di noi).

Molte persone sono infatti totalmente disconnesse da se stesse e cercano di soffocare l’emergere della loro verità interiore in ogni modo.

Come sosteneva lo psicoanalista austriaco Wilhelm Reich, molti difetti della personalità sono il risultato del proibizionismo e della repressione, che non permettono la libera espressione dell’individuo.

Questo circolo vizioso si ripete di generazione in generazione ma io credo sia finalmente giunto il momento di spezzare questa catena.

Per farlo, dobbiamo liberarci dai nostri condizionamenti, allineandoci a chi siamo veramente, e permettere ai bambini di essere ciò che sono, senza corrompere il loro originario stato di purezza.

Bambini e libera espressione


Il principale ostacolo alla realizzazione personale

Io credo che il problema principale con cui siamo confrontati sia l’inibizione della libera espressione e questo riporta alla prima infanzia.

È proprio questo il principale ostacolo alla realizzazione personale dell’individuo e conseguentemente al progresso della società.

Per questo dobbiamo innanzi tutto riconnetterci con noi stessi e comprendere che il nostro mondo non va imposto sui bambini. Non dobbiamo neppure mettere i nostri bisogni prima dei loro, ma imparare a comprenderli e aiutarli a trovare un posto per la loro specifica vocazione nel mondo senza imporre la nostra volontà.

Oggi, in questa società prettamente adultocentrica, quel che facciamo è invece farli crescere come vogliamo noi. Non spieghiamo loro le regole del gioco della vita a cui stiamo giocando, incitandoli a migliorarle. Li obblighiamo a essere come no e la conseguenza principale di questo livellamento della loro coscienza a uno standard preconfezionato è un enorme, dilagante e catastrofico disagio.

Per questo è fondamentale un cambio di paradigma.

I bambini non sono una tabula rasa. Non si tratta di “farli crescere”, ma di crescere insieme.

Ogni bambino è un artista e un leader - Francesco Ferzini


No pain No gain

Francamente, non credo molto nel business della motivazione.

Da una parte è vero, per quanto riguarda la nostra condotta vi sono tre variabili che entrano in gioco e uno fra questi è la motivazione.

Ovvero, dobbiamo essere perlomeno un pochettino motivati per fare qualcosa, essere in grado di farlo quel qualcosa e poi deve esserci la volontà di mettere in scena un certo comportamento.

Il problema è che non siamo sempre motivati e mica si può vivere tutti i giorni  con il proprio coach a fianco che cerca di iniettarti un po’ di adrenalina.

Fatto è che è avere uno scopo nella vita che ci motiva e se non siamo consapevoli  di quale sia il fine della nostra esistenza a poco servono le strategie, le tattiche e qualsiasi altro strumento.

Quel che serve è avere uno scopo e fare tutto ciò che è necessario compiere e realizzare, anche quando si ha paura, anche quando le cose non vanno bene, anche quando non si ha voglia, anche quando fa male: no pain, no gain.

No pain No gain


Il vero cambiamento non avviene mai da un giorno all'altro

Oggi molti parlano di motivazione e vi sono una miriade di coach pronti a motivarti, facendoti credere che la tua vita
può cambiare da un giorno all’altro.

Infatti, per rivoluzionare la propria vita come un calzino servirebbe una motivazione sovrumana, ma purtroppo per coloro che vedono nella motivazione la chiave per  raggiungere qualsivoglia risultato, il rapporto fra la motivazione che si rende necessaria per cambiare e la percentuale di successo nella formazione di nuove abitudini è decisamente negativo.

Il vero cambiamento non avviene mai dall’oggi al domani.

È un percorso step by step che necessita il suo tempo e serve a poco una motivazione altalenante che ti carica per uno o due giorni e poi svanisce. Per questo, puoi certamente andare alle serate motivazionali a ballare un po’ o ascoltare la colonna sonora di Rocky a tutto volume ma ricorda ciò che ci motiva è dare un senso alla nostra vita e dare qualcosa di significativo.

Infatti, non è di motivazione che hai bisogno, ma di uno scopo e della determinazione necessaria per raggiungerlo.

Scopo


Abitudine

L’abitudine è come un abito che troviamo comodo.

Nel corso della nostra crescita abbiamo cristallizzato una varietà di abitudini e sono proprio loro a governare la nostra vita e delineare il nostro destino.

Infatti, il nostro futuro poggia proprio sulla nostra condotta, su ciò che facciamo ripetutamente, sul nostro comportamento abituale.

Il problema è che molte delle nostre abitudini le abbiamo create accidentalmente e non in modo deliberato.
Molte delle nostre abitudini non sono funzionali né efficaci. Anzi, molto spesso sono proprio l’esatto contrario e possono rivelarsi un grosso ostacolo.

Per questo motivo è fondamentale modificare le vecchie abitudini e gli atteggiamenti negativi.

Non è facile, questo è certo. Ma è l’unica alternativa se non vuoi vivere lo stesso anno, anno dopo anno, fino alla fine dei tuoi giorni.

PS. la buona notizia è che i nostri schemi di comportamento non sono predeterminati e invariabili come la psicologia di un tempo ci spingeva a credere. Cambiando l'immagine che abbiamo di noi stessi, le nostre abitudini e il nostro modo di pensare e relazionarci con le nostre immagini mentali possiamo cambiare vita (questo manuale spiega come).

Abitudine


Non scendere a compromesso con le aspettative degli altri

Non scendere a compromesso con le aspettative degli altri (questo è il rimpianto numero uno delle persone in fin di vita e se lo fai sai già quali saranno i risultati). In più, tieni presente che nei prossimi 2-3 anni vi sarà un bel po' di turbolenza economica. Verremo letteralmente investiti da uno tsunami tecnologico (no, internet e i social media non sono l'apice, ma solo l'inizio) e moltissimo cambierà a livello sociale, culturale, politico, economico... Dunque, le 5 cose da fare in questa nuova economia della conocenza, dell'abbondanza, della connessione e del significato:

  1. Fai la tua Vera Volontà
  2. Dai il meglio di te
  3. Dona te stesso
  4. Lascia andare il vecchio e abbraccia il nuovo
  5. Fai un uso saggio delle tue risorse

Aspettative


Il nuovo leader: come un poeta

Il condottiero del ventunesimo secolo è un modello, una guida. È fonte di ispirazione per dei team vincenti. È come il poeta definito da Paul Eluard, il quale scrisse: «Il poeta è colui che ispira ben più di colui che è ispirato.

Tradotto in una simpatica immagine:

Leader


Più dai, più ricevi

“L’Esistenza sarà con te abbondante quanto tu lo sarai attraverso i tuoi talenti verso gli altri e verso te stesso.” C'è un'immagine molto carina che ho trovato sul web, che vale più di mille parole (in relazione al contesto: donare se stessi):

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