Mollare tutto e andare a vivere ai Caraibi non cambierà la tua vita

Molti pensano che sia cambiando lavoro o andando a vivere in qualche luogo esotico che cambierà qualcosa nella loro vita... ma in verità non è così che funziona.

Certo, tutti vogliono vivere una vita straordinaria, ma in realtà pochi sono disposti a fare ciò che è necessario per cambiare..

Alcuni non hanno la volontà...

Altri pensano sia impossibile (e questo è un grosso ostacolo!).

E poi, vi sono altri errori molto comuni che vanno evitati se veramente vuoi cambiare qualcosa nella tua vita.

Ad esempio, se volgiamo lo sguardo ai buoni propositi per l’anno nuovo, ma non solo, scopriamo che vi sono delle chiare similitudini che riguardano tutti i casi in cui i tentativi di cambiamento falliscono miseramente (nove volte su dieci!).

Ecco alcuni dei più comuni errori da evitare assolutamente:

  • Pensare solo ai risultati, e non al proprio comportamento abituale.
  • Volere tutto e subito (e dunque cercare di rivoluzionare la propria vita da un giorno all’altro).
  • Credere che piccoli cambiamenti non portino a grossi risultati.

Forse, il vero problema è proprio che oggi viviamo in una cultura usa-e-getta dove si vuole tutto, e lo si vuole subito!

Se analizziamo le tipiche conversazioni di fine anno sui propri obiettivi relativi all’anno nuovo, scopriamo che si parla praticamente sempre di risultati. La tendenza è quella di misurare il risultato in anticipo: quante sigarette in meno fumerai? Quanto meno berrai? Quanti kg vuoi perdere? Quanti soldi vuoi risparmiare/guadagnare? Quale risultato vuoi ottenere?

Da un lato questo è normale perché focalizziamo il nostro sguardo sull’esito, su ciò che vogliamo ottenere, e la nostra intenzione di partenza è proprio quella di raggiungere il risultato desiderato, possibilmente in fretta e senza sforzo.

Questo modo di pensare ha però diverse pecche... e bisogna comprendere che semplicemente avere uno scopo e degli obiettivi non porta a dei risultati. Sono le azioni e gli sforzi che derivano da un nuovo modo di condurre la propria vita portano a dei risultati! E la condotta non è un risultato, bensì un processo — uno stile di vita.

Molte persone cercano però la soluzione facile, il cambiamento senza sacrificio, qualcuno che dia loro la bacchetta magica. Ma non funziona così. Oggi si sente spesso parlare di miracolose trasformazioni e molti promettono facili ricette per cambiare, ma quando si viene a conoscenza di storie incredibili, come persone che hanno perso una gran quantità di peso, che hanno compiuto qualcosa di straordinario o che hanno avuto uno strepitoso successo a livello finanziario, l’attenzione è principalmente focalizzata sull’evento e non sul processo che ha preceduto il successo.

Risulta quindi facile pensare solo al risultato, dimenticandosi di cosa lo precede.

In verità, le tue circostanze e la situazione che stai affrontando in questo preciso momento sono l’esatto risultato di migliaia di piccole scelte che hai fatto durante il corso della tua vita.

Diventare la persona che hai sempre sognato di essere non implica una radicale rivoluzione da un giorno all’altro, bensì un cambiamento nelle tue scelte, nelle tue decisioni, nelle tue abitudini e nei tuoi rituali quotidiani.

Non sperare dunque che cambiando lavoro o andando a vivere altrove cambi qualcosa nella tua vita (per esperienza personale ti posso assicurare che non funziona così!). E non aspettare la bacchetta magica. Se davvero vuoi vivere una vita straordinaria, realizzare il tuo potenziale, diventare la persona che hai sempre sognato ricordati che non si tratta di una radicale rivoluzione da un giorno all’altro, ma di un processo di miglioramento continuo, passo dopo passo, con: costanza, forza, determinazione, fiducia, gratitudine.

Insomma, non pensare che nella tua vita cambi qualcosa se non agisci prima sul piano interiore, cambiando la tua psicologia e la tua mentalità... e iniziando a pensare e agire in modo completamente nuovo...

PS. Ti ricordo che oggi è l’ultimo giorno per approfittare della super offerta sul corso “Verso l’auto-realizzazione” a €49.95 (invece che 149!!!). In questo corso scoprirai tutte le strategie e tattiche necessarie per portare un miglioramento concreto nella tua quotidianità e cambiare, veramente. Guarda il video di presentazione su questo link!

“Conosco delle barche che si dimenticano di partire… hanno paura del mare a furia di invecchiare.” Jacques Brel

Caraibi


I titoli di studio aumentano davvero le opportunità di realizzazione professionale e personale?

Come molti, un tempo credevo anche io che a determinare la realizzazione professionale e personale era: un buon titolo di studio e avere la fortuna di trovare un buon posto di lavoro.
Poi ho però scoperto che la realtà è ben diversa e che la realizzazione del nostro potenziale non ha a che fare con un percorso prestabilito e dei ruoli preconfezionati ma è piuttosto il risultato di sapere esattamente cosa si vuole veramente e fare tutto ciò che è necessario per realizzare l’immagine che si porta nel proprio cuore.
Oggi nove persone su dieci non trovano un senso in ciò che fanno, e questa è la dimostrazione palese che molto spesso non lo sappiamo cosa veramente vogliamo e ci lasciamo risucchiare dalle aspettative che altri hanno su di noi.
Troppe persone hanno dimenticato di essere il loro progetto di vita e trascorrono l’intera esistenza senza neanche più chiedersi cosa è per loro importante, e dirigendosi inesorabilmente verso la disperazione del rimpianto.
Anni fa, anche io camminavo su questa strada. Facevo un lavoro che detestavo. Odiavo il Lunedì. Vivevo per il Venerdì. La mia vita era decisamente poco equilibrata. Davo la colpa alle circostanze. Ero infelice.
Le cose sono cambiate quando ho iniziato a chiedermi cosa era veramente importante per me e ho deciso di cambiare, assumendomi la responsabilità delle mie scelte.
E TU, TI CHIEDI MAI COSA È IMPORTANTE PER TE? Non per tua mamma, per tuo papà, per tua moglie, per tuo marito, per la tua fidanzata, per il tuo fidanzato, per la tua maestra di scuola, per il tuo capo al lavoro… MA PER TE?!
Ricorda: non sei qui per vivere una vita banale, ordinaria, mediocre.
Sei qui per REALIZZARE IL TUO POTENZIALE.
Questo è lo scopo di ogni persona: l’auto-realizzazione, la realizzazione del proprio potenziale.
Siamo al mondo per diventare tutto ciò che possiamo e il successo sta proprio in questo…
Al contrario, il potenziale inespresso si trasforma in sofferenza e grandi rimpianti.
Il punto è questo... puoi essere e diventare ciò che vuoi MA per diventare la persona che hai sempre sognato di essere e vivere la vita che veramente vuoi è fondamentale che ti elevi a un piano superiore... che investi le tue risorse nelle migliori opportunità...
In fondo, se ci pensi, le persone che godono di uno straordinario successo non sono delle wonder woman o dei superman ma hanno semplicemente una visione della vita e dei modi di fare decisamente diversi da quelli adottati dalla massa, CHE POSSONO ESSERE REPLICATI.
Per questo ho creato il corso “Verso l’auto-realizzazione”, un programma di online leadership coaching di 60 LEZIONI dove imparerai delle efficaci strategie e tecniche racchiuse in un modello semplice da apprendere che ti permetteranno di migliorare concretamente la qualità della tua vita e pianificare/agire in linea con le tue aspirazioni fondamentali PER REALIZZARE IL TUO POTENZIALE e diventare ciò che sei, vuoi e puoi.

Titoli studio

 


È importante ciò che sei

Moltissimi credono ancora che siano i titoli di studio o le nozioni imparate a memoria sui banchi di scuola a determinare il successo e la realizzazione personale. Un tempo, anche io credevo fosse così. In fondo, alle nostre latitudini è questo che ci viene insegnato. I promotori della formazione continua ancora pubblicizzano questa vecchia idea. In realtà però le cose non funzionano in questo modo. Siamo in una nuova economia. A nessuno importa quanti certificati, diplomi, master tu abbia. È importante ciò che sei. E certo, nessuno ti vieta di ampliare la tua collezione di pezzi di carta, ma è altresì importante che lavori su tutta una serie di variabili che riguardano le tue abitudini, la tua routine quotidiana, le tue credenze, le tue relazioni, il tuo atteggiamento interiore, la tua mentalità, la tua psicologia.


[NUOVO CORSO] Online leadership coaching program IN OFFERTA PROMOZIONALE

Grandi novità, oggi! Ultimamente ho lavorato molto ad un nuovo programma di leadership coaching che ho appena finalizzato. Il corso è già stato presentato in anteprima agli iscritti della mia newsletter (iscriviti QUI se vuoi ricevere tutti gli aggiornamenti e approfittare di offerte molto vantaggiose) e il riscontro è stato molto positivo.
 
Oggi sono lieto di presentarlo pubblicamente con uno sconto* davvero eccezionale: €49.95 (invece che €149!!!).
 
Verso l’auto-realizzazione” è un CORSO PER TE SE VUOI TRASFORMARE IL TUO POTENZIALE IN REALTÀ.
 
Concretamente, questo programma ti aiuterà a:
  1. (Ri)scoprire cosa vuoi veramente.
  2. Fare chiarezza mentale e ordine nella tua vita interiore.
  3. Sviluppare maggiore consapevolezza.
  4. Superare le tue paure e andare oltre i tuoi limiti.
  5. Fare un miglior uso dei tuoi livelli di energia.
  6. Perfezionare le tue capacità organizzative.
  7. Raffinare la gestione del tuo tempo.
  8. Installare nuove abitudini e nuovi rituali che incrementeranno la tua produttività e stravolgeranno la tua performance.
  9. Trovare un miglior equilibrio fra la tua vita professionale e privata.
Sono 60 lezioni che puoi seguire tranquillamente da qualsiasi dispositivo, a tua discrezione e con i tuoi tempi. Il corso contiene delle strategie e tecniche davvero efficaci che contribuiranno a portare dei cambiamenti davvero straordinari nella tua vita. Come faccio a saperlo? Si tratta delle strategie che hanno trasformato la mia.
 
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Spero di vederti al corso.
 
"Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini." Paulo Coelho
 
*NB: questa super offerta è valida solo fino a martedì 17 luglio 2018.
 
Verso l'autorealizzazione corso di formazione online Francesco Ferzini

Educare partendo da premesse diverse

Da bambini eravamo autentici e puri. Poi, è successo qualcosa.
Siamo stati addomesticati a essere conformi alle aspettative degli altri…
Ciò non deve però meravigliarci più di tanto…
La psicologia tradizionale insegna che da bambini siamo una tabula rasa, un vuoto psichico da riempire con le nozioni della cultura dominante (e la spazzatura emotiva degli adulti).
La pedagogia che ha dominato gli ultimi due secoli e più dice che il bambino deve essere sottomesso alla volontà dell’adulto, con ogni mezzo.
E l’educazione?
Lo scopo è quello di ottenere la cieca obbedienza.
In fondo, il “bravo” bambino è quello che non rompe le scatole e esegue gli ordini, senza fiatare, come un soldatino, no?
L’obbedienza viene premiata. La disobbedienza, punita. Semplice.
Ad oggi, molti dei più diffusi metodi educativi sono altamente condizionanti e parte di quel sistema di punizioni e ricompense che riporta a tecniche di controllo del comportamento animale… e che in fondo null’altro è che questo: un modello di controllo.
Come conseguenza, il controllo prevale sulla libera espressione.
La libera espressione viene soffocata.
La volontà personale, annientata.
L’immaginazione creativa, strangolata.
La vitalità, smorzata.
Tutto spinge verso il conformismo e produce conformità a scapito della propria libertà e della realizzazione personale.
Certo, da bambini eravamo autentici e puri. Poi, dalla culla, la nostra vera natura è stata compromessa a favore di una personalità corrotta (NB: il 90% della nostra personalità si forma nei primi cinque anni di vita circa, ed è sostanzialmente un insieme di reazioni a quello che sono stati i nostri genitori e il panorama socio-culturale in cui siamo nati e cresciuti).
Abbiamo sofferto. Abbiamo negato parti di noi stessi. Abbiamo iniziato a credere più agli altri che alla nostra guida interiore. A credere che ciò che volevamo non era possibile. Che dovevamo diventare qualcun altro per essere amati… Insomma, ci siamo dimenticati di essere il nostro progetto di vita…
Non meraviglia che oggi nove persone su dieci non trovano un senso in ciò che fanno; e che il rimpianto più comune delle persone in punto di morte sia proprio quello di non aver avuto il coraggio di fare ciò che veramente avrebbero voluto ma di essere scesi a compromesso con le aspettative degli altri.
Oggi però siamo a conoscenza di tutti i problemi e le sofferenze che questi metodi educativi antidiluviani causano, ed è giunto il momento di mettere in seria discussione l’ideologia pedagogica e quella psicologia tradizionale che abbiamo abbracciato e trasformato in dogma.
Le teorie dell’esperienza umana vanno totalmente riviste, a partire dal concepimento.
Noi non siamo al mondo per vivere una vita banale, ordinaria, mediocre.
Siamo qui per realizzare il nostro potenziale.
Non per vivere in base alle aspettative degli altri, ma per realizzare chi siamo, fare ciò che veramente vogliamo, e diventare tutto ciò che possiamo.

“Chi tradisce il proprio talento, il pittore nato che si mette a vendere calze, l’uomo intelligente che vive una vita banale, chi vede la verità e non apre bocca, il vigliacco che rinuncia alla propria dignità, tutte queste persone percepiscono profondamente di aver fatto un torto a se stesse, e pertanto si disprezzano”. A. Maslow

Ogni bambino è un leader - Francesco Ferzini


Per realizzare ciò che sei

È un periodo molto delicato. Viviamo nell’obesità d’informazione. Troppa distrazione. Tutti vogliono la nostra attenzione. Difficile stabilire cosa è vero da cosa non lo è, cosa è urgente da cosa è veramente importante. L'unica certezza è il cambiamento, e nella caotica complessità del mondo moderno è alquanto facile distrarsi, perdersi e lasciarsi sfuggire le opportunità di realizzazione che questa nuova economia offre. Per questo motivo, è davvero importantissimo che tu segua la tua strada. Che tu sappia cosa vuoi, che raffini le tue doti di leadership e crei la tua realtà di vita attorno alle tue priorità per realizzare tutto il tuo potenziale. Per realizzare ciò che sei.

SFTVV copia


Devi realizzare ciò che sei, non cercare di essere qualcun altro

Questa nuova economia ha portato con sé molta destabilizzazione ma anche moltissime nuove opportunità. Solo vent’anni fa non immaginavamo neppure tutte le possibilità che abbiamo oggi. Opportunità di comunicare quasi con chiunque a livello planetario, di connessione, di lavorare da remoto, di accedere all’informazione, alla formazione… In più, ogni persona che ha un computer e una connessione a internet ha praticamente nelle mani gli stessi strumenti dei top della propria industria di riferimento e tutto questo è parte di una rivoluzione davvero epocale. Non è forse straordinario tutto questo? Non è mai stato così facile seguire la propria vocazione! Il problema è che siamo stati educati a esser conformi alle aspettative… all’obbedienza… a aspettare il nostro turno… aspettare di essere scelti… Oggi però, tieni presente che È IL TUO TURNO! Devi solo sapere cosa veramente vuoi, che puoi ottenere ciò che vuoi e fare tutto ciò che è per te necessario compiere per realizzare la tua vera volontà. È probabile che crescendo ti abbiano detto tutto il contrario, ma è tempo di liberarsi di quei condizionamenti e smetterla di fingere di essere qualcun altro, per realizzare finalmente ciò che sei, fare ciò che veramente vuoi, e diventare tutto ciò che puoi.

Devi sapere cosa vuoi veramente


FED 2018: giovani e (dis)occupazione

In Italia: 32% di giovani senza lavoro.
Da una parte, è vero, come sottolineato da @jazzthink: troppi ragazzi studiano senza guardare cosa cerca il mercato e quello che serve in futuro. Io credo però che il problema principale sia insito nei modelli educativi tradizionali. Insomma, siamo in una nuova economia e ciò che funzionava ieri non funziona più oggi. Nel giro dei prossimi vent’anni, stando a un recente studio condotto all’Università di Oxford, a causa dell’effetto dell’automazione sull’occupazione quasi il 50% dei posti di lavoro saranno a rischio… e, diciamocelo chiaramente, a cosa serve seguire un percorso di formazione di svariati anni per poi ritrovarsi catapultati in un mondo del lavoro al quale si è totalmente impreparati? L’economia è mutata radicalmente (e nei prossimi 2-3 anni verremo letteralmente investiti da uno tsunami tecnologico), ma la scuola è rimasta la stessa di 50 anni fa! È come studiare su dei libri che spiegano il funzionamento di un treno a vapore per poi guidare uno shinkansen (il treno proiettile giapponese)! Io stesso, in passato, ho avuto modo di fare esperienza di ciò anche per quanto concerne dei corsi specialistici che non erano al passo con i tempi e con le richieste di questa nuova economia… Il suggerimento migliore per i giovani che stanno scegliendo un percorso di studi è dunque quello di sapere esattamente cosa vogliono e essere informati sulle novità e gli sviluppi tecnologici nella propria sfera di interesse… ma se di passione si tratta questo è di norma sottinteso… e forse è proprio questo il punto, ovvero che spesso non è così perché solitamente non è a scuola che emerge la propria vocazione. Per i giovanissimi, invece, a partire dai bambini, siamo noi genitori che dobbiamo supportarli a trovare un posto nel mondo alla loro specifica vocazione e occupare il loro spazio… e credo che nel prossimo futuro alternative come homeschooling e unschooling saranno sempre più predilette, al posto di uno percorso tradizionale, e per molte discipline la formazione sarà totalmente online.

FED 2018 giovani  tecnologia e lavoro


Vecchie e nuove generazioni sull'educazione

Ieri siamo stati a trovare i bisnonni. Mi piace vedere le varie generazioni a confronto e per deformazione professionale notare alcuni aneddoti interessanti.

Le bisnonne si avvicinano ai novanta. K ha due anni.

Mentre stavamo mangiando un gelato, si chiacchierava sull’andare in bici e dico a bisnonna M: “e dovresti vedere come fila in monopattino.” Lei si rivolge a K con aria preoccupata e gli dice: “bicicletta… monopattino… e se cadi? E se ti fai male?”

Sorrido e la fermo subito, dicendo che certe cose è meglio non dirle… per non instillare inutili e insensate paure… e lei mi risponde che invece sì che vanno dette! Mi sono messo a ridere… e visto che a nulla è valso il mio rispondere che per imparare le cadute ci stanno… ho preferito cambiare discorso.

Più o meno stessa scena da bisnonna L. K si apprestava a scendere le scale. Io ero lì, poco distante. Al primo grandino, lei lo prende per le spalle quasi tirandolo all’indietro accompagnando il tutto con un “Attentoooooo!”

Oh Gesù, ho pensato. Le ho detto di lasciarlo andare tranquillo che comunque era in sicurezza e poteva benissimo far da solo. Quando ha visto che scendeva le scale tranquillo, si è detta che più che altro era lei che aveva qualche problema con le scale adesso.

Questi sono solo due semplicissimi esempi di come possiamo inculcare delle paure nei nostri bimbi e limitare il loro potenziale. Pensavo a come possono essere cresciute loro, attraverso dei metodi educativi poco luminosi e periodi bui come la seconda guerra mondiale. A come siano stati educati i miei genitori e infine io. A come siamo stati limitati da molti condizionamenti e soprattutto come un tempo (e ancora oggi troppo spesso) il bambino piccolo viene visto come una specie di bambolotto che non è capace a fare niente, da ovattare da qualsiasi pericolo (anche immaginario) e soprattutto su cui proiettare le proprie di paure… e molto altro ancora.

Certo, non si può pretendere di cambiare il modo di pensare delle vecchie generazioni con la logica, e neanche attraverso l’esempio (proprio non ci sentono su certe cose)… ma quel che di certo possiamo fare, in qualità di genitori del XXI secolo è mettere in luce tutti gli errori e tutte le conseguenze di certi modelli educativi del passato (e anche la mentalità che ha contraddistinto il secolo scorso, se per questo) per migliorare sempre di più, e non ripetere gli stessi, come fatto da generazione in generazione in passato.

Educazione e nuove generazioni


Le tue supposizioni influenzano i tuoi figli e non solo

Ciò che pensiamo degli altri influenzerà immancabilmente il nostro modo di trattarli. Insomma, se noi partiamo da una visione cinica dell’infanzia e dal presupposto che i bambini sono dei piccoli tiranni che vogliono detronizzarci dalla nostra autorità, come ci comporteremo? E se pensiamo che siano degli incapaci? Un vuoto psichico da riempire con le nozioni della cultura dominante? Finiremo per controllarli in modo eccessivo, in un modo o nell’altro. E con il partner? Se non abbiamo fiducia… cosa faremo? Anche qui, controlleremo ogni suo passo (e il telefono, e cosa fa, dove va, con chi ci va e così di seguito). E sul lavoro? Immagina di essere a capo di una grande azienda e avere la ferrea convinzione che delle persone non ci si può fidare perché non sono in grado di assumersi alcuna responsabilità e lavorano solo per lo stipendio a fine mese… Cosa faresti? Controllo, ovviamente, mantenuto attraverso strumenti come paura e intimidazione. E come capita sempre, un Management troppo rigido e autocratico porta inevitabilmente alla mancanza di rispetto e alla diffidenza, risultando in un clima di tensione, rabbia, ostilità, sfiducia e paura a tutti i livelli (questo è decisamente caratteristico di un tipico ambiente che si sviluppa attorno all’idea che è necessario controllare le persone perché di loro non ci si può fidare). Repressione, tabù e divieti non portano però mai a nulla di buono, in quanto soffocano la libera espressione a favore dei condizionamenti. Gli impiegati vorrebbero essere altrove e fare altro; ed effettivamente è proprio ciò che fanno, in quanto non sono focalizzati sulla loro attività: magari navigano su internet per passare il tempo… o fanno chiamate personali che non hanno a che vedere con il business… o perdono tempo in una miriade di altri modi senza ovviamente aggiungere alcun valore al loro lavoro. A tal riguardo, è davvero bizzarro che la paura di fondo che gli impiegati perdano tempo, giustifichi un rigido sistema di controllo, e come conseguenza ci si ritrova a essere confrontati con una profezia che si auto-realizza. E prova adesso ad applicare il medesimo discorso alla relazione che hai con i tuoi figli, e con il tuo partner… (non dimenticare: la fiducia è alla base di qualsiasi rapporto e le persone rispondono con fiducia quando è concessa loro fiducia. Al contrario, se partiamo dal presupposto che delle persone non ci possiamo fidare, le nostre aspettative verranno in qualche modo confermate).

PS. "Il dubbio o la fiducia che hai nel prossimo sono strettamente connessi con i dubbi e la fiducia che hai in te stesso." Khalil Gibran

Leadership bambini relazioni management fiducia


Bambini: le aspettative di comportamento influenzano il comportamento

Quando parlo del fatto che i bambini ha una loro volontà personale, spesso (e soprattutto le vecchie generazioni) fraintendono e pensano ch’io intenda che bisogna “lasciargli fare tutto ciò che vogliono”… come di norma la società pensa: fracassare tutto, fare disastri, essere totalmente fuori controllo. Credo che questo derivi dal fatto che abbiamo ereditato una visione pessimista dell’essere umano, cinica dell’infanzia. Insomma, anche se non siamo più nel Medioevo pensiamo ancora che il bambino è in realtà malvagio, e va corretto a partire dalla nascita. Invece, sono proprio le aspettative di comportamento che influenzano il comportamento ed è propio educandolo a essere conforme alle aspettative /condizionandolo che si otterrà l’effetto indesiderato. Quel che è importante comprendere è che non si ha a che fare con un vuoto psichico e che la relazione non è univoca. Il bambino è un essere umano a tutti gli effetti e come tale va trattato, con dignità e rispetto. Avere una volontà personale non è né una testardaggine, come professa una certa ideologia pedagogica né un peccato… e diciamocelo chiaramente: crescere insieme a un figlio non deve diventare una lotta di potere volta a ottenere l’obbedienza tramite l’imposizione della propria di volontà.

“Se si parte dal presupposto che ogni gesto improprio sia imputabile al sinistro desiderio del bambino di creare scompiglio o di metterci alla prova - o se lo attribuiamo alla sua natura di provocatore . si rischia di farlo diventare esattamente quello che temiamo che sia. I bambini elaborano una teoria sulle proprie motivazioni, basata, in parte, sulle nostre supposizioni in merito a quelle stesse motivazioni, agendo quindi di conseguenza. ‘Pensi che io sia cattivo e basta e di dovermi tenere sempre sotto controllo? Bene, allora guarda che mi comporto proprio come dici tu’”. A. Kohn

Comportamento bambini